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Diario


18 aprile 2012

Squallore reale

Il Re di Spagna va in giro ad ammazzare animali per "sport" spendendo decine di migliaia di euro per uccidere orsi o elefanti, come succcessa da poco in Botswana, dove il sovrano si è pure rotto l' anca.

Facciamo conoscere il nostro sdegno agli amici spagnoli, anche loro arrabbiati per queste non più sostenibili vicende del loro sovrano.

Sotto trovate il testo in spagnolo e gli indirizzi. Col copia e incolla si fa in un minuto.

E' importante! Gli elefanti stanno scomparendo e non ci servono re che danno un pessimo esempio!

 

Francesco Mantero

Roma

 

 


 

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EL REY de Espana matando animales protegidos y amenazados

 

El Rey de España,  viaja por el Mundo en un momento de profunda crisis económica de su país y de todo el Mundo para satisfacer su pasión más profunda : matar animales, no importa si son especies protegidas y mas y mas amenazadas, como los elefantes o los osos.

El  accidente  que sucedió en Botswana provoca un sentimiento de vergüenza en todas las personas que en el Mundo intero, a menudo arriesgando sus vidas, luchan para proteger la fauna amenazada, para promover una nueva convivencia con la naturaleza que ya no se basa sobre la violencia y la destrucción.

Señor Rey de España, como dice Brigitte Bardot, eperamos que su enfermedad sea útil para aclarar sus ideas sobre las responsabilidades de un estadista de un pais muy importante en este momento de profunda crisis enocomica y ambiental.

 

Nome

 

Cognome

 

Città

 

 




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15 aprile 2012

eroi del nostro tempo

Trenta anni fa piantò dei semi in una terra brulla e dimenticata dall'uomo per creare un eco-sistema in grado di ospitare piante e animali in via di estinzione. Oggi è diventato un eroe per aver costruito da solo una foresta di 550 ettari ricca di vegetazione e animali.

E' successo in India, nella regione settentrionale di Assam, dove tre decadi fa, un giovane di nome Jadav "Molai" Payeng decise ...di creare un habitat adatto ad ospitare gli animali della sua zona, sempre più colpiti dall'inaridimento delle terre e dall'urbanizzazione.

Ma quello che per Payeng era inizialmente un semplice passatempo si è trasformato presto in una vera e propria missione: costruire una foresta per creare un nuovo ecosistema. E così – lasciata la sua casa – il giovane indiano si è trasferito sul posto, per vivere in una piccola abitazione nel verde ed essere così più vicino alla sua impresa quotidiana, che oggi - con un totale di 550 ettari di rigogliosa foresta - è finalmente compiuta.

Nei giorni scorsi, il quotidiano "Times of India" ha raggiunto Payeng nella sua casa tra gli alberi per capire cosa lo avesse spinto ad intraprendere un lavoro tanto impegnativo quanto originale.

Tutto ebbe inizio nel 1979, quando alcune violente inondazioni portarono nella zona morte e distruzione: migliaia di piante furono devastate e gli animali uccisi.

"I serpenti sono morti per il caldo, perché non avevano nessun albero sotto cui ripararsi. Mi sedetti e piansi sopra le loro carcasse senza vita. E' stata una carneficina, così ho allertato il dipartimento forestale e ho chiesto loro se in quel punto potevano crescere alberi. Non mi hanno saputo dire nulla, ma intanto mi hanno suggerito di fare un primo tentativo con i bambù e così ho fatto. Non c'era nessuno ad aiutarmi – ha continuato Payeng che ora ha 47 anni - nessuno era interessato".

Grazie alla nascita della foresta, la fauna selvatica è tornata a popolare la zona e oggi può vivere in tranquillità in un nuovo equilibrio ecologico, dove Payeng ha riportato anche le formiche: la foresta chiamata Molai, ora è un porto sicuro per numerosi uccelli, cervi, rinoceronti, tigri, elefanti. Specie che rischiano ogni giorno di più di perdere il loro habitat naturale.

Ma lo Stato indiano avrà riconosciuto qualcosa a Payeng?

Niente affatto. Gli elogi sono arrivati solo dai funzionari forestali, che nel 2008 hanno scoperto la sua magnifica impresa:

"Siamo stupiti Payeng – ha detto il direttore del dipartimento di protezione delle foreste Gunin Saikia. - Se fosse stato in qualsiasi altro paese, sarebbe diventato un eroe".

Verdiana Amorosi




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30 marzo 2012

chimica velenosa

Volevo comunicarvi che mi ha punto la prima zanzara della stagione ( entrano in servizio sempre prima!) e quindi ciò significa che in qualche mente si sta concretizzando l' equazione punture= insetticidi.

Nel mio condominio, nella mente del tuo vicino, del tuo sindaco  ( o nella tua) sta per partire il contatto con la "ditta" che verrà col pick up con una bella scritta in verde con in risalto le tre lettere magiche "eco"  ad irrorare prodotti in realtà costosi, pericolosi e pure inutili, dato che le zanzare mostrano di adattarvisi sempre meglio ( mentre la stessa cosa non riescono a fare i loro nemici naturali).

 

Vi allego una cosa tratta dal sito www.comitatinrete.it. Non credo servirà a cambiare le cose. le molecole pericolose verranno sparse perchè si DEVE fare così ( come si DEVE fare la Tav o altre cose del genere inutili e dannose) ma almeno qualche informazione la facciamo girare.

saluti a tutti

 

Francesco

 

P.s si parla pure di glyphosate, quella porcheria chimica che stanno spruzzando in questo periodo su tutte le aiuole , i bordi di strade, parchi, scuole e asili, ferrovie ovunque vi sia il rischio di qualche pericolosissimo fiorellino o primaverille a turbare l' ordine costituito del cemento e dell'asfalto.

Le lunghi molecole di questi prodotti sguazzeranno nel guazzabuglio di "schifezzedituttoilmondounitevi" che sono la nostra atmosfera, il nostro suolo le nostre acque   fatte di diserbanti, insetticidi,pesticidi vari, benzene, plastiche di ogni sorta, polveri sottili, droghe e medicinali ( escono soprattutto con la pipì) , metalli ecc.  

 

Zanzara tigre e nocività


Continua la battaglia contro le nocività.

Il Coordinamento ha denunciato la pratica recentemente adottata anche da Anas nella nostra Provincia, dell’irrorazione dei bordi stradali con erbicida a base di Glyphosate, la cui nocività per paesaggio, ambiente e salute di persone e animali è stata dimostrata. Vedi anche relazione del prof. Taffetani (Un. Politecnica delle Marche) PRIMAVERA SILENZIOSA 2 che spiega come l’uso di tale prodotto, seppure dichiarato da Anas “a norma di legge”, è comunque dannoso e controproducente.

Sia le norme regionali sull’uso di fitofarmaci (LR 25/1988) che le Ordinanze emesse a livello comunale per evitare contaminazione da antiparassitari nei centri abitati (ad esempio quella emessa dal comune di Barchi, n. 1/2009), segnalano fortunatamente una sempre più virtuosa applicazione del principio di precauzione nell’uso di sostanze che, a parità di costi, arrecano sempre danni collaterali spesso molto più gravi di quelli che vantano di evitare.

Per questo il Coordinamento chiede in questi giorni, con una lettera inviata ai Sindaci: “… di informare la popolazione sugli attuali metodi di prevenzione e lotta alla zanzara tigre nei Comuni, e nella fattispecie di rendere noto:

-se la prevenzione viene effettuata con informazione puntuale e diffusa circa la necessità di bonifica dei luoghi da zone di ristagno di acqua (canali di scolo, pozzetti, tombini occlusi, laghetti, piscine, riserve idriche ecc.), e comprende anche controlli e sanzioni per chi non osserva le norme di prevenzione

-se questa viene condotta con metodi biologici, ovvero tramite apposizione di Ovi-trappole per questa specie infestante, con l’uso di batteri anti-larva, di Gambusie, e l’incentivazione della presenza di Chirotteri nelle aree maggiormente infestate

-se il Comune ha appaltato a ditte la nebulizzazione di prodotti chimici insetticidi e se sì, se è in possesso della scheda tecnica del prodotto e ha informato i cittadini di questa, se controlla quantità irrorate e conformità della pratica di irrorazione alle norme di legge.

 Tenendo in considerazione che in molte città d’Italia si sono verificati disagi rispetto alla diffusione di prodotti chimici detti “a bassa tossicità” ma in realtà non solo nocivi per l’ambiente e per gli insetti utili, quali le api, ma anche per la popolazione.

Considerando che spesso tali prodotti poi non solo abbattono la popolazione adulta di zanzara tigre ma ne rendono le generazioni più resistenti.

 Il Coordinamento chiede che le Amministrazioni coinvolgano la cittadinanza e i poli scientifici competenti nell’ elaborazione di criteri di prevenzione e lotta alla zanzara tigre che coniughino in misura più ragionata l’efficacia con l’abbandono dell’uso di prodotti chimici ed il passaggio a quelli biologici.

 Coordinamento dei comitati per la difesa delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano.

3 maggio 2010.




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29 dicembre 2011

MICHAEL OVVERO L' UOMO RINOCERONTE




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29 dicembre 2011

RHINO MAN

 

EROI DEL NOSTRO TEMPO: L’ UOMO RINOCERONTE
Il massacro dei rinoceronti costituisce uno dei più sordidi esempi di quanto l’ umanità possa raggiungere i livelli di più infima stupidità e bassezza: uccidere animali stupendi, il cui ramo evolutivo si è sviluppato per 50 milioni di anni per la sola idea che il loro corno macinato possa influire sull’erezione maschile ( similibus cum similia) è una idiozia pari a quella di privare le donne del diritto al piacere mediante le mutilazioni vaginali. Entrambe mostruose follie, ricollegate ad un malinteso rispetto per la “tradizione”.
Michael Werikhe era un keniota appassionato del suo paese e della fauna simbolo che vedeva attorno a se e decise di fare qualcosa per salvare questo immenso patrimonio nazionale e mondiale. Sin da piccolo aveva amato l’ incredibile fauna della sua nazione , riempiendo la casa di rettili e altri animali “abbandonati”. Il suo primo lavoro , a 19 anni, fu quello di catalogare tonnellate di avorio e corni di rinoceronte sequestrati ai bracconieri. Questo lavoro lo marcò fortemente. Non poteva assistere al continuo massacro dei rinoceronti neri e perciò decise di agire per attirare l’ attenzione dell’ opinione pubblica mondiale sul problema. Iniziò a camminare, camminare, camminare…. attraversò a piedi l’ Africa orientale e ovunque arrivava aveva gente intorno a se che si interessava del suo messaggio. Non contento di essere andato a piedi da Mombasa a Nairobi, da kampala a Dar Es Salam si spostò in Europa dove traversò l’ Italia, la Svizzera e la Germania per terminare la sua passeggiata di 3000 km al Museo di Storia Naturale di Londra il 14 settembre 1988. Nel 1991 fece altre “passeggiate “ negli U.S.A. , nel 1993 a Taiwan. Nel corso dei suoi viaggi, oltre a sensibilizzare la gente, raccolse somme considerevoli da utilizzare per la lotta al bracconaggio e interventi di conservazione.
Michael morì all’ età di 43anni nel corso di un episodio violento che lo coinvolse, sia pure indirettamente ( forse come paciere) al termine di un’ esistenza totalmente dedicata alla sua missione-passione di salvare la fauna africana. In sua memoria è stato fondato il Michael Werikhe Trust .
Il 2011 è stato l’ anno horribilis per i rinoceronti in tutto il mondo a causa della richiesta di corni da parte dei paesi asiatici, sempre più ricchi dove evidentemente abbondano imbecilli danarosi. Ci vorrebbe davvero un altro, tanti altri  Michael Werikhe.




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13 dicembre 2011

Morire a Firenze




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13 dicembre 2011

dagli ai deboli!

Te vite spezzate a Firenze, tre ragazzi che difendevano il comune diritto ad una vita migliore. Nascondersi dietro il gesto di un folle razzista non serve a coprire la realtà di una società che sembra aver individuato nei deboli il capro espiatorio di una crisi preannunciata e, probabilmente, pilotata. Anche qui, nella Città santa ed Eterna,  ragazzi come quelli uccisi a Firenze vengono scacciati da ogni angolo di strada da vigili e poliziotti impegnati in vere cacce all' uomo. Verrebbe da ridere, pensando al crimine della nostra eEvasione Fiscale Nazionale, se non fosse che queste azioni contribuiscono a creare un clima di avversione verso i "diversi" e i poveri. I risultati si vedono a Firenze come a Torino o a Ponticelli.
La crisi più che economica è di valori etici, è nella incapacità dilagante di saper discernere le cause dagli effetti o di provare empatia per chi ha avuto meno fortuna. E la storia ci insegna che carenze come queste sono foriere di guai ancora più grandi.

Francesco mantero
Roma


 




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5 dicembre 2011

UN CLUB CHE VEDEVA LONTANO

 

 
UN CLUB che vedeva..lontano
Nel 1968, anno fatidico per i cambiamenti, uno di quegli anni, come il ’48 del secolo precedente che ti fanno davvero credere negli influssi astrali, venne fondato da dell'imprenditore italiano Aurelio Peccei e dallo scienziato scozzese Alexander King il Club di Roma.  
 Si trattava di una grande novità: immaginate, un’ associazione non governativa e soprattutto no-profit ( oggi cosa impensabile!) che riuniva scienziati, esperti di economia, membri delle associazioni per l’ ambiente e i diritti civili, uomini della finanza, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di stato di tutto il mondo. Il Club, appena fondato, iniziò a Roma, presso l’ accademia dei Lincei,  la sua missione del tutto particolare , quella di studiare i cambiamenti globali, già in piena azione in quel decennio e di preconizzare le conseguenze future a carico del pianeta e dell’ umanità e le possibili soluzioni.
L’ opera prima e forse più importante di questo cenacolo di pensatori fu il Rapporto sui limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972 che per la prima volta inquadrò la storia della nostra specie nell’ ottica di un pianeta limitato nella sua estensione e finito nelle sue risorse. La lettura del Rapporto ci mostra come sin da allora fosse possibile capire i pericoli e le derive di una ideologia di crescita illimitata e di consumo non pianificato delle risorse. Per la prima volta si parlava di conseguenze sull’atmosfera e la vita di un possibile riscaldamento del clima da parte dei gas serra. Gran parte delle previsioni del libro si sono, purtroppo avverate, anzi la realtà odierna è spesso superiore agli allarmismi di allora, soprattutto per gli effetti del Global Change. Così come si stanno profilando gli scenari previsti dal “picco di Hubbert”, il famoso studio i cui grafici restituiscono l’ andamento del ciclo di estrazione e consumo delle risorse , ad esempio quelle petrolifere, che conoscono un picco di produzione oltre il quale la caduta è assai rapida.
Molti scienziati e soprattutto esponenti del mondo dell’ economia hanno fatto di tutto per screditare questo campanello di allarme, puntando tutto sulle magnifiche sorti e progressive rese possibili dallo sviluppo tecnologico,ma oggi siamo al punto di svolta: ce lo dimostra questa crisi economica le cui radici “ambientali” ( domanda di petrolio in crescita esponenziale in Asia, consumo delle risorse vegetali e minerali,cambiamento climatico, scarsità crescente di acqua) vengono accuratamente dimenticate, annullate dalla stampa e dai canali di informazione.
Per riflettere un po’ sul tema, oltre a rileggerci Rapporto sui limiti dello sviluppo ( non facile da trovare!) possiamo ascoltare questa intervista a Luca Mercalli su You Tube : http://www.youtube.com/watch?v=PRCgwNaxZaE




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3 dicembre 2011

a cena con gli orsi ....della luna !!!

domenica 11 dicembre serata benefit per il salvataggio degli orsi della luna !!!

Animals Asia promuove iniziative di sensibilizzazione e di denuncia per la liberazione degli orsi della luna e la chiusura dei lager dove a migliaia vengono sottoposti al quotidiano prelievo di bile per ricavarne prodotti farmaceutici destinati al mercato asiatico

Ti aspettiamo domenica 11 dicembre, h. 20, presso il locale REWILD - Via Giovannipoli 18 - Roma

Cena buffet vegan  -  15 euro

info  Adriana 333 3669835

 


3 dicembre 2011

a cena con gli orsi.......della luna !!




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